"La laicità non è il male minore, ma una delle situazioni privilegiate della storia, di fronte alla quale la fede è, per così dire, costretta a ritrovare se stessa con maggiore profondità". Così è intervenuto, oggi il teologo Giuseppe Ruggieri al Convegno "Laicità", che si chiude domani a Falconara Marittima (An). La laicità "contrassegna l’Occidente contemporaneo" come un "fenomeno storico decisivo nell’evolversi delle società, e come tale deve essere interrogato", ha detto Ruggieri. Anche dalla teologia, come "riflessione sul vissuto della fede nel tempo e nello spazio per cogliervi le tracce di una Presenza che interpella". Siamo in "un’epoca di pluralismo radicale", nella quale è assente "l’ultimo fondamento condiviso da cui discendono i diritti di tutti". Per i cristiani si pone una scelta: "Accettare la laicità come il fenomeno irreversibile di un pluralismo culturale visto come inarrestabile degrado", oppure, "considerare il nuovo modo di convivenza umana, caratterizzato da una intensità di scambi e di flussi" come "un rischio, ma anche una occasione", perché "l’universalità cristiana sia sfidata a interrogare se stessa". L’alterità è "elemento costitutivo dell’evento cristologico", ha concluso Ruggieri.