"L’Europa si trova di fronte ad una difficile sfida di una esigenza di identità comune e, anche, di rispetto delle diversità culturali, nella incompresa pluralità che da sempre caratterizza il Vecchio Continente". Questo il pensiero dell’ungherese Sándor Fazakas al convegno sulla "Laicità", che si chiude domani a Falconara Marittima (An). "Come devono reagire le chiese a questa sfida? Particolarmente nell’Europa centrale e orientale, dove l’identità etnica e confessionale è strettamente congiunta con l’autocoscienza storica e culturale?", si chiede Fazakas. Dopo il crollo del muro di Berlino, nell’89, ha ricordato Fazakas, in Ungheria c’è stata una “svolta” nei rapporti tra Stato e Chiesa: la Chiesa ungherese "si è trovata ad essere una minoranza nella società pluralizzata e modernizzata", con un dilemma da risolvere. Da un lato, "per la popolazione, essa è l’unica istituzione credibile, rappresenta la continuità con la storia comune della cultura europea e offre una chance di forza morale, dopo la scomparsa delle ideologie". Dall’altro lato, "lo Stato non mostra interesse per il contributo delle chiese alla strutturazione politica, giuridica e sociale della società ungherese".