LIBANO: UCCISO UN MINISTRO CRISTIANO

Con un colpo sparato alla testa è stato ucciso oggi Pierre Gemayel, cristiano, capo del movimento maronita della Forze libanesi, ministro dell’Industria ed esponente della maggioranza antisiriana in Parlamento. L’esecuzione è avvenuta nella zona di Jdeide, a est di Beirut. Gemayel, aveva 34 anni ed era figlio dell’ex presidente della Repubblica, Amin. L’attentato giunge in una fase politica molto delicata per il Libano con Hezbollah che cerca di far cadere il Governo Siniora, considerato filoccidentale. La notizia della morte del ministro sta provocando disordini nel centrale quartiere cristiano Hasharafiye di Beirut dove molti giovani sono scesi in piazza bloccando il traffico e incendiando cassonetti. “Vogliono uccidere tutte le persone libere. La serie degli assassini è cominciata”, è il commento di Saad Hariri, figlio dell’ex premier libanese Rafik Hariri, assassinato l’anno scorso. In diretta ad una tv americana Hariri avrebbe accusato la Siria per l’omicidio. Proprio oggi è atteso al Palazzo di Vetro il via libera del Consiglio di Sicurezza dell’Onu al tribunale internazionale sull’assassinio di Rafik Hariri. Solo pochi giorni fa i vescovi maroniti avevano espresso ferma condanna per la "confusione" che regna in Libano e che coinvolge questioni chiave per il Paese, come la formazione del tribunale internazionale, la sostituzione del governo Siniora, una nuova legge elettorale.