IL PAPA A NAPOLITANO: CHIESA E STATO "CHIAMATI A SERVIRE L’UOMO"

"Chiesa e Stato, pur pienamente distinti, sono entrambi chiamati, secondo la loro rispettiva missione e con i propri fini e mezzi, a servire l’uomo, che è allo stesso tempo destinatario e partecipe della missione salvifica della Chiesa e cittadino dello Stato". Lo ha detto il Papa, precisando che "è nell’uomo che queste due società si incontrano e collaborano per meglio promuoverne il bene integrale". Riferendosi all’incontro di oggi, il Santo Padre ha affermato che esso "non è solo la felice conferma di una ormai pluridecennale tradizione di reciproche visite, scambiate fra il Successore di Pietro e la più alta Carica dello Stato italiano, ma riveste un importante significato, perché consente una particolare sosta di riflessione sulle ragioni profonde degli incontri che avvengono fra i rappresentanti della Chiesa e quelli dello Stato". Secondo il Papa, tali "ragioni profonde" sono "chiaramente esposte" dal Concilio, e in particolare dalla "Gaudium et spes", quando definisce quella tra Chiesa e Stato "una sana collaborazione, secondo modalità adatte alle circostanze di luogo e di tempo". Una "visione", questa, "condivisa anche dallo Stato italiano", all’articolo 7 della Costituzione, per cui "lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" e ribadisce poi che "i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi". Sottolineando che "questa impostazione delle relazioni fra la Chiesa e lo Stato" ha ispirato anche l’Accordo che apporta modificazioni al Concordato Lateranense, firmato dalla Santa Sede e dall’Italia il 18 febbraio 1984, il Papa ha auspicato che "questa collaborazione possa continuare a svilupparsi concretamente".