MOVIMENTO PER LA VITA: UN’ESPERIENZA CHE "NON PUÒ ACCETTARE DI FARSI IDENTIFICARE ALCUN PARTITO O SCHIERAMENTO POLITICO"

“Il Movimento per la vita non può accettare di farsi identificare in alcun partito o schieramento politico”; allo stesso modo “non si schiera contro questa o quella associazione o comunità ecclesiale”. E’ netta la presa di distanza del Mpv da alcune recenti illazioni di stampa su presunti rapporti con la realtà ecclesiale e politica italiana. In una nota diffusa oggi, la Giunta della Federazione (oltre 600 tra movimenti locali e Centri di aiuto alla vita), afferma che il Mpv “affonda le radici della sua opera di difesa della persona dal concepimento alla morte naturale in un umanesimo laico e insieme cristiano”; pertanto “non può accettare di farsi identificare e limitare in alcun partito o schieramento politico”. Al tempo stesso il Movimento “si riconosce pienamente nella dottrina e nell’azione pastorale della Chiesa cattolica e dei suoi vescovi” e dunque “non si schiera, e non si potrà mai schierare, contro questa o quella associazione o comunità ecclesiale”. “La laicità del valore vita – precisa il Mpv, richiamando l’esperienza del referendum sulla legge 40 – permette di trovare promettenti consonanze anche in aree culturali diverse dalla cattolica e magari tra di loro divergenti sul piano politico”; pertanto il Movimento “ritiene un errore respingere quanti, siano essi teo-con o teo-dem, offrono un aiuto prezioso per la difesa della vita”.