"Una ragione mutilata diventa incapace di un vero dialogo delle culture e delle religioni, di cui oggi abbiamo urgente bisogno". Lo ha detto il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, tenendo oggi la prima lezione ai docenti universitari dal titolo: "Fede e ragione: una difficile ma necessaria convivenza". "Come è possibile un dialogo con culture profondamente impregnate di senso religioso da parte di chi ritiene che l’esperienza religiosa sia un fatto meramente privato o da privatizzare?", si è chiesto il porporato, secondo il quale "la necessità del dialogo coincide con la necessità di ritrovare l’intera misura della ragione". No, dunque, ad una ragione "censurata", sì invece all’incontro tra fede e ragione, a partire dal "punto di non ritorno" del "patrimonio greco", che "debitamente purificato è parte integrante della fede cristiana". Oggi in Occidente "un’idea ed un esercizio di ragione mutilata sta rendendo impossibile una vita comune fra le persone della stessa città". Di qui la necessità, ha concluso Caffarra, di mostrare che "non esiste un modello di razionalità univoco ed esclusivo, quello cioè della ragione impersonale" e che "la fede cristiana non può essere relegata nell’ambito dell’emozione, del sentire oppure della funzionalità sociale o psicologica".