In altre parole, ha aggiunto Benedetto XVI, "Paolo riflette sullo Spirito Santo esponendo il suo influsso non solo sull’agire del cristiano, ma anche sul nostro essere. Infatti, Paolo dice che lo Spirito di Dio abita in noi e Dio ha inviato lo Spirito del Suo Figlio nei nostri cuori. Dunque, lo Spirito ci connota fin nelle nostre più intime profondità personali". Il cristiano, "ancor prima di agire", ha proseguito il Santo Padre, "possiede già un’interiorità ricca e feconda donataci dai sacramenti del Battesimo e della Cresima, un’interiorità che ci stabilisce in oggettivo e originale rapporto di filiazione nei confronti di Dio". Questa, per il Papa, "è la nostra grande dignità di non essere soltanto immagine, ma figli di Dio" e "essere sempre più consapevoli di essere figli adottivi nella grande famiglia di Dio". Di qui viene l’invito "a trasformare questo dono oggettivo anche in una realtà soggettiva, determinante per il nostro pensare, agire, essere". San Paolo ci insegna anche che "non esiste una preghiera senza la presenza dello Spirito in noi". "Com’è vero ha commentato il Papa che non sappiamo parlare con Dio", ma "lo Spirito Santo intercede per noi, prega per noi", secondo i disegni di Dio.