"I bambini hanno una tendenza connaturata ad imitare i modelli dello schermo, ma non sono in grado di decodificare i messaggi della tv". Così Anna Olivero Ferraris, ordinaria di psicologia dello sviluppo all’Università "La Sapienza" di Roma, stamattina a Roma, nell’incontro "Televisione minori rischi e benefici", promosso dal Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione tv e minori in collaborazione con l’ospedale pediatrico "Bambin Gesù""I bambino ha spiegato la psicologa non ha una complessità di pensiero che gli consente di interpretare criticamente i messaggi, capendo se sono attendibili o distinguendo i significati a seconda del contesto, ma prende alla lettera le informazioni. Inoltre, non si distanzia dal messaggio perché interpreta, molto più dell’adulto, in funzione dei suoi desideri e bisogni emotivi. La maggior parte dei bambini di 7-9 anni, ad esempio, considerano la pubblicità consigli per gli acquisti e quando cominciano a intuirne la finalità persuasive restano affascinati se sullo schermo compare il proprio eroe"."Privi di un filtro interpretativo ha concluso – rischiano di essere turbati, farsi opinioni sbagliate, considerare normale ciò che vedono, inclusi messaggi volgari e violenti. O ripetere senza comprendere le implicazioni del proprio agire".