Il decreto di ieri sera del ministero della Salute con il quale viene innalzato da 500 a 1.000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis a uso esclusivamente personale "ci lascia perplessi, non tanto per le conseguenze". È quanto dice don Mimmo Battaglia, presidente della Fict (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche), parlando del decreto che modifica la tabella per la droga "cannabis", raddoppiandone "la dose lecita" per uso personale. "Noi della Fict aggiunge il sacerdote – abbiamo sempre ribadito che non attribuiamo alla punibilità la soluzione del male: la droga. Mandare in carcere i ragazzi che usano spinelli di certo non è una soluzione al loro disagio, a quello delle loro famiglie e a quello della comunità sociale tutta, che continua ad assistere impotente all’uso smodato di sostanze di ogni genere e all’incremento di una cultura che esalta il piacere momentaneo e la performance a discapito di valori etici e di responsabilità sociale; soprattutto se i protagonisti sono proprio le nuove generazioni, che sembrano incontrare un livello adulto che si ostina a pensare in termini di rimedi estemporanei e di male minore piuttosto che riflettere sulle conseguenze a lungo termine che l’attitudine allo sballo provoca". (segue)