“Il diritto internazionale deve mirare a tutelare l’unità familiare e a combattere il fenomeno oggi sempre più diffuso dei ricongiungimenti di fatto (riunioni di famiglie nella irregolarità), dovuti soprattutto alle difficoltà incontrate nel raggiungere i requisiti per la riunificazione legale e per il lungo iter burocratico legato alla sua concessione”. Lo ha detto questa mattina il presidente della pastorale per i migranti e gli itineranti, pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, card. Renato Raffaele Martino, presentando in Vaticano il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (14 gennaio 2007) sul tema: “La famiglia migrante”. “Gli immigrati” e “le loro famiglie fanno parte della vita quotidiana dei Paesi d’accoglienza. La società civile e le comunità cristiane sono perciò interpellate dai complessi problemi e difficoltà, ma anche dai valori e dalle risorse di questa nuova realtà sociale” ha proseguito il card. Martino mettendo in guardia dai rischi che “il ruolo della cellula familiare ceda il passo all’individuo nella sua capacità produttiva” “a scapito della famiglia” con la conseguenza di “isolamento ed emarginazione dei componenti”, soprattutto delle donne, esposte al pericolo di “finire vittime del traffico di esseri umani”.