Nel gruppo dedicato all’"era di Internet" si è parlato del nuovo modo di comunicare in rete, il cosiddetto Web 2.0, che permette agli internauti di partecipare in prima persona, facendo parte di una comunità in cui si condividono valori, materiali o conoscenze: esempio ne sono i siti "Youtube" (dove si trovano 65.000 video amatoriali) o l’enciclopedia libera "Wikipedia" in tante lingue diverse, che risulta essere uno dei siti più visitati in Europa, con 1 milione e mezzo di articoli modificabili dagli utenti. Ma anche siti minori come quello dei giovani europei di "Cafè Babel" in 7 lingue, che non utilizza il web 2.0 ma pubblica centinaia di articoli a titolo gratuito; o il sito francese "Agoravox", dove chiunque può scrivere. Tutte queste iniziative presentano anche alcuni "piccoli difetti", come il rischio di informazioni sbagliate o di manipolazione. Le nuove modalità di comunicazione sostituiranno i media tradizionali? A giudizio dei convegnisti, "i media tradizionali continueranno a esistere perché in questo eccesso di comunicazione, che è cosa ben diversa dall’informazione, la gente avrà sempre più bisogno di punti di riferimento che siano catalizzatori della coscienza collettiva".