"In Sri Lanka pacificamente convivono cattolici (8%), induisti (12%) e buddisti (60%), ma è forte il problema del proselitismo operato dai testimoni di Geova, che, sotto le mentite spoglie di cattolici, si avvicinano ai buddisti, lusingandoli con varie offerte". La denuncia, oggi pomeriggio, nel seminario "Proselitismo dei movimenti religiosi alternativi tra i migranti", promosso oggi a Roma e Bologna, è di padre Neville Joe Perera, cappellano della comunità sri lankese in Italia. "Anche in Italia racconta esiste il problema del proselitismo dei testimoni di Geova tra gli immigrati sri lankesi: molti italiani aderenti ai testimoni di Geova hanno imparato il cingalese e così riescono ad avere maggiore successo. In Italia ci sono 4 cappellani dal mio Paese ma chiedo alle diocesi italiane di aiutarmi a farne venire un altro. È necessario anche fornire agli immigrati un posto dove pregare, fare catechismo, educare i bambini". Anche don Adam Dalach, coordinatore nazionale della pastorale per i polacchi in Italia, denuncia che "sono operanti a Ostia e Torvajanica famiglie di testimoni di Geova mandate appositamente dalla Polonia per fare proseliti". "Se le persone si sentono abbandonate, il rischio è maggiore, ha osservato al riguardo.