"Nel 2005 nel mondo si contavano 500 milioni di appartenenti a movimenti pentecostali, per numero secondi solo alla Chiesa cattolica". Questi dati li ha forniti, stamattina, mons. Juan Usma Gómez del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, intervenendo al seminario "Proselitismo dei movimenti religiosi alternativi tra i migranti", in corso, oggi, in contemporanea a Roma e Bologna. "Mentre si registra una diminuzione dei cristiani aderenti alla Chiese cristiane storiche ha osservato mons. Usma Gómez assistiamo ad una crescita costante tra pentecostali ed evangelici. Nei prossimi anni è prevista una crescita di questi movimenti del 2,25%, mentre l’incremento della popolazione mondiale sarà solo dell’1,25%. Quindi, avremo sempre più pentecostali che cristiani delle altre Chiese". È importante, perciò, "conoscere dal di dentro questa realtà, tra l’altro eterogenea (ci sono pentecostali classici, denominazionali e non denominazionali), per comprendere quali sono i suoi punti di forza e di debolezza". Necessario, da parte cattolica, poi, "avere coscienza della propria identità ed essere capaci di testimoniare la nostra esperienza di fede".