Il battesimo deve essere celebrato "solo nella propria chiesa parrocchiale o in altra chiesa parrocchiale per un giusto motivo, sempre con il consenso del proprio parroco". E’ quanto dispone mons. Elio Tinti, vescovo di Carpi, in un decreto in cui si legge che "il conferimento del Battesimo deve avere luogo nella chiesa parrocchiale propria del battezzando, se si tratta di un adulto; in quella propria dei genitori, se si tratta di un bambino". Solo "in casi particolari" il battesimo "può e deve essere conferito in un’altra chiesa parrocchiale più vicina, ma sempre con il consenso del proprio parroco". Tra le altre raccomandazioni del presule, quella di amministrare il battesimo "di domenica, giorno in cui la Chiesa ricorda il mistero pasquale", possibilmente in una "celebrazione comunitaria per tutti i neonati, con la presenza e la partecipazione attiva di un buon numero di fedeli, o almeno dei parenti, amici e vicini". "Opportuno e importante"; infine, per mons. Carpi è "fare presente ai genitori che si imponga al proprio figlio un nome cristiano", o almeno "non alieno del denso cristiano"; in caso contrario, il consiglio del vescovo ai genitori, "si abbia la premura e la cura di suggerire un secondo nome cristiano, facendo cogliere l’importanza di un patrono che illumini la vita del futuro battezzato".