FAME NEL MONDO: COMITATO ITALIANO PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE, "IL CIBO NON È UNA MERCE"

La produzione alimentare del pianeta basterebbe a sfamare circa 12 miliardi di persone, ossia il doppio della popolazione attuale. Eppure oltre 850 milioni di persone continuano a soffrire la fame, anche a causa delle politiche agricole e commerciali che regolano la produzione del cibo e l’accesso alla terra. Con questa constatazione si è chiuso ieri a Roma il convegno organizzato dal Comitato italiano per la sovranità alimentare (oltre 260 realtà che rappresentano oltre 10 milioni italiani) dopo aver partecipato alla discussione interna alla Fao durante lo Special Forum della settimana scorsa, insieme ai rappresentanti di oltre 350 organizzazioni di piccoli produttori del Sud del mondo. "E’ chiaro ormai che la sottoalimentazione non è legata alla sottoproduzione di cibo – afferma Sergio Marelli, presidente del Comitato -, ma resta il fatto che tre quarti degli affamati e dei poveri del mondo vivono nei campi, bisogna cambiare strada e affermare che il cibo non è una merce, va sottratto alle regole commerciali che stritolano i piccoli produttori". Tra gli impegni del Comitato italiano per i prossimi mesi, la riforma della legge 49 sulla cooperazione internazionale e la discussione, alla Commissione europea, "sulla soglia di tolleranza nei cibi e prodotti biologici di transgenico".