“Negli ultimi anni la scena religiosa del nostro paese è cambiata significativamente; a storiche minoranze si sono aggiunte altre comunità di fede mentre il quadro legislativo che regolamenta la delicatissima materia risulta assolutamente obsoleto ed inadeguato”. E’ quanto si legge nel messaggio di saluto inviato ieri alla XVI Assemblea della Fcei (Federazione delle chiese evangeliche italiane) riunita Roma fino al 6 novembre, dal presidente del Consiglio, Romano Prodi. Secondo Prodi, risultano complesse anche "le molteplici trattative con comunità significativamente diverse tra loro quanto ad organizzazione interna, rappresentatività, radicamento”. A proposito dell’immigrazione, osserva il premier, è in corso “un processo di riforma complessiva della materia, nel quale saranno coinvolte le parti sociali, le associazioni degli immigrati e quelle attive nel settore dell’accoglienza e quindi le chiese evangeliche italiane che in diverse regioni gestiscono rilevanti progetti di accoglienza, orientamento e formazione degli immigrati”. Una legge sulla libertà religiosa, intese con comunità diverse da quella cattolica, immigrazione e impegno per una società accogliente e pluralista sono alcuni dei temi all’attenzione della Fcei, di cui ricorre il 40° di attività, richiamati nel messaggio di Prodi.