"Per fronteggiare la violenza a Napoli ci vogliono preghiera e educazione alla vita": è il pensiero di padre Antonio Rungi, superiore provinciale dei Passionisti di Napoli, in riferimento ai numerosi delitti avvenuti a Napoli e provincia negli ultimi giorni. "È urgente impegnarsi evidenzia il religioso – come istituzioni, civili, educative e religiose, a tutti i livelli perché la cultura del rispetto della vita, del rispetto della proprietà altrui, dei sentimenti altrui, si diffonda sempre più tra i bambini, i giovani e gli adulti". Per realizzare ciò "non sono necessari leggi speciali o interventi di eserciti", ma "un potenziamento del sistema di valori umani, sociali, religiosi che purtroppo abbiamo smarrito negli ultimi anni, ricorrendo la moda del facile guadagno, applicando la legge del taglione, vivendo praticamente al di fuori di ogni riferimento etico di carattere civile, laico o religioso". Si tratta di "un progetto di recupero a lungo termine" che, "al di là degli interventi che lo Stato e il Governo devono assumere di fronte all’emergenza criminalità", tutti siamo chiamati in causa a portare avanti "con ruoli e responsabilità diverse, partendo dalla famiglia, per poi passare alla scuola, alle comunità parrocchiali, alle istituzioni sociali".