"Elaborare una proposta" per "incontrare i giovani là dove sono, facendo i conti con ciò che è importante per il loro cammino umano e cristiano". E’ l’invito rivolto agli educatori da mons. Renato Corti, vescovo di Novara, nella sua ultima lettera pastorale. Nel documento, il presule esorta a superare "incertezze e confusioni" che a volte si riscontrano nell’azione pastorale ordinaria acquisendo una "cultura" della pastorale giovanile, per poi "formulare ed esprimere con efficacia una proposta educativa". Quello che conta, secondo il vescovo, è la "pasta umana" degli educatori, chiamati a "privilegiare le nuove generazioni", senza cedere alla rassegnazione. "Il punto nevralgico del lavoro educativo nelle nostre parrocchie siete voi educatori stessi", scrive mons. Corti: "Non siete mai neutri. Se siete grandi educatori, tutto ne guadagna; se invece siete mediocri, tutto ne risente negativamente". Tra le proposte del vescovo, quella di elaborare un progetto formativo per i giovani "disteso sull’arco del tempo medio-lungo, che va dalla preadolescenza fino ai 18-19 anni e che può accompagnare anche gli anni dei giovani-adulti", e quella di "raggiungere adolescenti e giovani in molti ambiti" della loro vita.