OMICIDIO GIOVANE POZZUOLI: DE LUCA (PASTORALE GIOVANILE), "SI VIVE IN UNA SPECIE DI FAR WEST"

"Non è solo un problema di legalità: qui ognuno crede di essere arbitro del bene e del male. Non ci sono più riferimenti autorevoli precisi; si vive in una specie di far west". Don Francesco De Luca, incaricato regionale di pastorale giovanile della Conferenza episcopale campana, commenta così l’omicidio, a Pozzuoli, del diciannovenne Daniele De Core da parte di un sedicenne. "L’adolescente – chiarisce il sacerdote – si crede colui che può decidere: non c’è nessun valore di riferimento e non si pongono limiti al proprio agire; il criterio è l’onnipotenza". In Campania, denuncia il sacerdote, "da parte delle istituzioni manca la cultura del servizio ai giovani. In un mondo con poche certezze, la famiglia e l’amore diventano valori fortissimi da difendere a ogni costo; non essendoci fiducia nelle realtà istituzionali ci si fa giustizia da sé". Anche la Chiesa, per don De Luca, "deve fare un esame di coscienza" perché, sebbene non manchino l’impegno e le denunce di parroci e vescovi, "troppo spesso si resta in chiesa ad aspettare i giovani; invece dobbiamo andare fuori per comprendere il loro vissuto, gli ambienti in cui vivono, mettendo in atto anche segni concreti di accompagnamento".