"L”industria dei sequestri’ non rende più tanto negli ultimi tempi e la criminalità si dedica maggiormente alle rapine in banca, rischiose ma più fruttuose. Il sequestro di Giovanni Battista Pinna è quindi un po’ anomalo, ma in generale si registra un deficit di cultura della legalità in Sardegna". Commenta così mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, l’appello di ieri del Papa per la liberazione di tutti i sequestrati, in particolare di Pinna, rapito in Sardegna lo scorso 14 settembre. "È necessario afferma l’arcivescovo un ritorno alla legalità, ad un culto della legalità. Qui, infatti, per sfiducia nella capacità e nella presenza dello Stato, ci si fa giustizia da sé attraverso la vendetta". Occorre, per il presule, inculcare il senso della legalità soprattutto nelle giovani generazioni. "Il problema evidenzia è che se i ragazzi vivono in famiglie in cui si adotta lo stile della vendetta e della difesa dell’onore, cresceranno con questi sentimenti sbagliati". In tal senso, "la Chiesa può fare parecchio agendo a livello delle famiglie. Nelle missioni popolari, ad esempio, s’insiste sull’educazione al perdono, in modo particolare presso le donne, custodi della vita della famiglia e quindi figure fondamentali al suo interno, che spesso, purtroppo, istigano gli uomini a difendere l’onore".