CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: MONS. CANTAFORA (LAMEZIA TERME), "NON POSSIAMO TACERE”

“Come Chiesa non possiamo tacere. Non possiamo tirarci indietro dinanzi al grido disperato che sale dal cuore dell’uomo, non possiamo abdicare al nostro specifico ruolo di sentinelle, quel compito profetico che seguendo la via della denuncia, dell’ annuncio e della rinuncia, si concretizza nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà e dei valori di un’etica pienamente umana e cristiana”. E’ quanto scrive in una nota diffusa oggi il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Antonio Cantafora, dopo i recenti avvenimenti che hanno visto la città calabrese teatro di più fatti di cronaca. L’ultimo ieri sera con l’uccisione di due giovani cognati, entrambi incensurati,, freddati mentre in pieno centro cittadino mentre era in corso una riunione del consiglio comunale che doveva discutere di sicurezza. Questi avvenimenti “preoccupano” la diocesi: “partecipiamo al dramma e al dolore di tanti onesti imprenditori e commercianti che vedono andare in fumo tutti gli sforzi di una vita di impegno e di sacrificio nel tentativo di cambiare le sorti della nostra terra”, scrive mons. Cantafora, secondo il quale la mafia locale, “fortemente radicata nel territorio, imperversa con tangenti e estorsioni; impone le sue leggi ma soprattutto imprime il suo ‘stile’ nelle coscienze delle persone". (segue)