"La situazione economica della maggior parte delle diocesi austriache è buona e per il momento nessuno pensa a chiudere o a vendere chiese o cappelle". Così Conrad Lienhardt, esperto di architettura liturgica della diocesi di Linz, ha motivato l’interesse in Austria per la progettazione e realizzazione di edifici per il culto, intervenendo al convegno internazionale sul tema "Architettura e liturgia nel Novecento. Esperienze europee a confronto", in corso (fino a domani) a Venezia. "La storia dell’architettura liturgica in Austria ha aggiunto Lienhardt rispecchia non solo i mutati rapporti tra Chiesa cattolica e Stato, ma anche i cambiamenti al suo interno, il diverso significato sociale e le tensioni tra rivolte, rassegnazione e restaurazione". L’esperto ha ricordato il "movimento liturgico popolare" negli anni venti del Novecento e, nel dopoguerra, la figura di Clemens Holzmeister, che "ha dato, con il suo magistrale talento, un notevole impulso all’architettura liturgica austriaca". "Opere considerevoli" si ritrovano anche fra le realizzazioni più recenti, tuttavia Lienhardt ha messo in luce i "dubbi in merito alla forma dello spazio per le celebrazioni liturgiche" che si osservano oggi, "riconducibili alle mutate condizioni della nostra società".