PROCREAZIONE ASSISTITA: DOLDI (TEOLOGO MORALISTA), "OLTRE IL POLVERONE"

La notizia che ieri la Corte costituzionale ha ribadito la validità della legge 40, in merito al divieto di diagnosi pre-impianto, "è stata ampiamente riportata e commentata dai giornali italiani, non senza una certa rilettura forzatamente ideologica" e, come spesso succede "in casi delicati", i toni sono "esasperati": è l’opinione del teologo moralista Marco Doldi. "Se si va oltre il polverone – aggiunge – si vede con chiarezza che, poco democraticamente, molti ritengono prevalente il diritto della madre a disporre del figlio, a torto considerato una cosa". Nella procreazione, osserva Doldi, "sono coinvolte persone di uguale dignità e di questo si deve tenere adeguatamente conto; coppia, embrione, salute sono termini inadatti al contesto, laddove si tratta di un uomo e una donna, che responsabilmente si aprono alla vita nella ricerca di un figlio". E, prosegue il teologo, "la responsabilità può persino condurre a decidere di non avere un figlio proprio, se si teme di essere portatori di gravi malattie ereditarie". "Termini – conclude Doldi -, in definitiva, non al passo con i tempi, dal momento che, secondo la scienza, l’embrione umano nella fase del pre-impianto possiede la finalità di svilupparsi in quanto persona umana. Una persona, non una cosa