PROCREAZIONE ASSISTITA: ROMANO (MPV), NO "ALLA DERIVA EUGENETICA" (2)

"La stessa tecnica di diagnosi genetica pre-impianto – precisa il vice presidente nazionale del Movimento per la vita – si caratterizza per possibili errori diagnostici, falsi positivi e falsi negativi. Così diversi embrioni sottoposti a tale tecnica, per quanto sani, sono impossibilitati a svilupparsi ulteriormente". In realtà, evidenzia Romano, "in medicina la diagnosi presuppone un successivo percorso terapeutico, cosa che di per sé la diagnosi genetica pre-impianto non consente". A giudizio del ginecologo, invece, "è auspicabile lo sviluppo di una ricerca che, partendo dalla fragilità umana, cerchi di essere un aiuto per la cura delle malattie e per la presa in cura dei malati". La questione di legittimità dell’articolo 13 della legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita sollevata davanti alla Consulta dal Tribunale di Cagliari, al quale si era rivolta una coppia portatrice sana di anemia mediterranea, che per motivi di sterilità ha fatto ricorso alla procreazione assistita, per il vice presidente nazionale del Mpv italiano, dimostra, in modo "abbastanza evidente", "il tentativo di delegittimare la legge 40" perché "la modifica di alcuni articoli fondamentali significa svilire la legge stessa nel suo insieme".