BENEDETTO XVI: UDIENZA DEL MERCOLEDÌ; LA "LEZIONE" DI PAOLO DI TARSO

Da Paolo di Tarso "deriva per noi una lezione molto importante: ciò che conta è porre al centro della propria vita Gesù Cristo. Alla sua luce ogni altro valore viene recuperato e insieme purificato da eventuali scorie". È quanto ha ricordato questa mattina Benedetto XVI, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, gremita da circa 25mila fedeli. "Abbiamo concluso le nostre riflessioni sui dodici Apostoli chiamati direttamente da Gesù durante la sua vita terrena – ha detto il Papa, all’inizio della sua catechesi -. Oggi iniziamo ad avvicinare le figure di altri personaggi importanti della Chiesa primitiva. Anch’essi hanno speso la loro vita per il Signore, per il Vangelo e per la Chiesa. Il primo di questi, chiamato dal Signore stesso, ad essere anch’egli un vero Apostolo, è senza dubbio Paolo di Tarso. Egli brilla come stella di prima grandezza nella storia della Chiesa". Paolo – ha aggiunto il Pontefice dopo aver citato Dante Alighieri – "è il personaggio delle origini su cui siamo maggiormente informati". Ripercorrendone la vicenda personale, Benedetto XVI ha aggiunto: "Un’altra fondamentale lezione offerta da Paolo è il respiro universale che caratterizza il suo apostolato". Paolo "dedicò se stesso a rendere noto" il Vangelo. "Dal primo momento egli aveva capito che questa è una realtà che non concerneva solo un certo gruppo di uomini, ma che aveva un valore universale e concerneva tutti, perché Dio è il Dio di tutti".