EUROPA: SÓLYOM (PRESIDENTE UNGHERIA), "OGGI C’È UNITÀ SUL VALORE DELLA LIBERTÀ DI UN POPOLO"

"È significativo e incoraggiante vedere che oggi tutta l’Europa assegna il proprio tributo alla rivolta ungherese del 1956" e che "c’è unità sul valore della libertà di un popolo". László Sólyom, terzo presidente dell’Ungheria del "dopo Muro", è intervenuto oggi nella sede del Parlamento europeo per la commemorazione degli eventi che portarono "all’insurrezione popolare contro il regime comunista" di mezzo secolo fa. "La lotta eroica del ’56 ha portato al mio paese – ha spiegato l’oratore nell’emiciclo di Strasburgo – apprezzamento e simpatia. Quei fatti costituivano in realtà un primo colpo al sistema sovietico" e "si cominciava a mettere in dubbio l’ideologia comunista". "Anche se – ha proseguito Sólyom -, a onor del vero va detto che a quel tempo non c’era interesse da parte dell’Occidente verso l’Ungheria, che fu lasciata sola", dopo la seconda guerra mondiale, "come gli altri paesi dell’Est, in balia di Mosca". Il presidente ha quindi ricordato altri fatti storici, come la "primavera di Praga" del ’68; "tappe che si chiudono nel 1989, con la caduta dei regimi comunisti". Dopo aver reso omaggio a Imre Nagy, capo del governo ungherese eliminato dall’Urss, Sólyom ha concluso affermando che "la vera ragione di questa commemorazione è che oggi l’Ungheria è uno Stato sovrano, libero, che può aderire alle organizzazioni internazionali, fra cui l’Ue".