Come rompere questi schemi? "Il meccanismo di lettura da parte dei media è generalmente più forte della capacità di comunicazione delle istituzioni, e ciò vale in qualsiasi ambito", precisa Aroldi. "Nel caso dell’influenza aviaria, ad esempio, le istituzioni comunicavano fin troppo, eppure i media hanno sviluppato una loro linea comunicativa che a un certo punto è diventata quasi indipendente, perché il meccanismo narrativo dell’aviaria era più forte di ciò che le istituzioni dicevano". "Oltre un certo limite, dunque, i media hanno delle dinamiche che una comunicazione istituzionale non riesce a determinare, o modificare per una rappresentazione più realistica". Ma non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto. "L’impegno sottolinea il vicedirettore dell’Osservatorio va perseguito sul piano dei legami professionali, puntando sulle reciproche competenze di chi comunica, in ambito ecclesiastico, e chi raccoglie queste informazioni, da parte della stampa. Si possono stringere canali preferenziali con i giornalisti della stampa laica, nel tentativo almeno di garantire la completezza dell’informazione".