Non mancano "ostacoli che l’ambiente sociale e culturale in cui viviamo frappone al cammino verso la santità". Di qui la necessità e l’importanza dell’"opera formativa" nelle "nostre comunità". "Il nostro Convegno ha aggiunto il card. Ruini -, con la sua articolazione in cinque ambiti di esercizio della testimonianza, ci ha offerto un’impostazione della vita e della pastorale della Chiesa particolarmente favorevole al lavoro educativo e formativo". L’opera formativa, ha chiarito il porporato, "mantiene un orientamento e una rilevanza speciale per i bambini e i ragazzi, gli adolescenti e i giovani" perché sono proprio le nuove generazioni "le più esposte a un duplice rischio": "crescere in un contesto sociale e culturale nel quale la tradizione cristiana sembra svanire e dissolversi", rimanendo rilevante solo "all’interno degli ambienti ecclesiali", e "pagare le conseguenze di un generale impoverimento dei fattori educativi nella nostra società". In particolare l’iniziazione cristiana si presenta oggi "come una sfida cruciale e come un grande cantiere aperto", dove c’è bisogno "di dedizione e passione formativa ed evangelizzatrice, di sicura fedeltà e al contempo del coraggio di affrontare creativamente le difficoltà odierne". Di un’analoga passione educativa c’è forte necessità "nelle scuole e specificamente nelle scuole cattoliche".