Proprio alla luce delle novità emerse nell’ultimo decennio, si registra una "duplice attenzione": verso la "missione evangelizzatrice della Chiesa" e il "suo determinante influsso positivo sulla vita della società". "Uno sguardo d’insieme all’evoluzione del mondo in cui viviamo, delle sue direttrici culturali e dei suoi comportamenti ha osservato il card. Ruini – fa vedere come i problemi che emergono tocchino le fondamenta stesse della nostra fede, e anche di una civiltà che voglia essere umanistica. Le possibilità di darvi risposta dipendono pertanto, in primo luogo, dall’autenticità e profondità del nostro rapporto con Dio". Il primo obiettivo del dopo-Convegno sarà, quindi, "riproporre a tutti con convinzione" quella "misura alta della vita cristiana ordinaria" che è la "santità", come chiesto da Giovanni Paolo II al termine del Grande Giubileo. "Il mistero cristiano, vissuto nella pienezza delle sue dimensioni di amore gratuito e sovrabbondante, di sequela di Cristo crocifisso e risorto e così di partecipazione alla vita stessa di Dio, è infatti ha chiarito il porporato – l’unica realtà che possiamo davvero proporre come quel grande ‘sì’ a cui si è riferito anche ieri Benedetto XVI, che salva e che apre al futuro" e rende "visibile" nella quotidianità "il primato di Dio".