VERONA 2006: VITA AFFETTIVA; "LA VOCAZIONE ETICA NON È UN INSIEME DI DIVIETI" (2)

Di fronte alle tante difficoltà che la vita affettiva incontra nella quotidianità dei nostri giorni "si registra un profondo bisogno di relazioni autentiche", sottolinea nella sintesi Iafrate. "Dentro l’affettività – aggiunge – c’è un bene irrinunciabile per il soggetto umano, un bene da liberare, da fare emergere, da educare". "La vocazione etica degli affetti non è un insieme di divieti o di precetti moralistici, ma ne costituisce l’orientamento profondo" e proprio per questo la vita affettiva, rimane valore. Grande attenzione è stata posta alla famiglia come luogo in cui si impara "gradualmente a vivere le relazioni". Alla Chiesa viene chiesto "il servizio della verità", "una formazione non settoriale" e molto sentita è stata "l’esigenza di una pastorale unitaria". I gruppi di lavoro hanno evidenziato "l’importanza della direzione spirituale come accompagnamento della persona", rilevando al contempo che "i sacerdoti sono anch’essi figli del nostro tempo e quindi spesso poco attrezzati a rispondere a questo difficile compito". Ecco che allora fondamentale è la formazione, anche di consacrati, presbiteri e seminaristi. I gruppi di lavoro chiedono che alla famiglia venga "dato spazio e responsabilità". Alla Chiesa è stato chiesto, infine, un impegno nella "pastorale della vicinanza", affinché la comunità cristiana si presenti sempre più come "locanda dell’accoglienza".