” “”Anche Pietro voleva opporsi” a Cristo “e a ciò che lo aspettava a Gerusalemme – ha detto ancora Benedetto XVI nella catechesi di questa mattina -, ma ne ricevette un rimprovero fortissimo”. Pietro, ha rimarcato il Papa, “dopo la sua caduta, si è pentito ed ha trovato perdono e grazia”. Il pentimento di Giuda, invece, “degenerato in disperazione e divenuto così autodistruzione”, è “per noi un invito” a “non disperare mai della misericordia divina”. In realtà, ha precisato il Papa, Dio “è più grande del nostro cuore”, e “Gesù aspetta la nostra disponibilità al pentimento ed alla conversione; è ricco di misericordia e di perdono”. Del resto, ha proseguito Benedetto XVI, “quando pensiamo al ruolo negativo svolto da Giuda dobbiamo inserirlo nella superiore conduzione degli eventi da parte di Dio. Il suo tradimento ha condotto alla morte di Gesù, il quale trasformò questo tremendo supplizio in spazio di amore salvifico”. “Nel suo misterioso progetto” Dio “assume il gesto inescusabile di Giuda come occasione del dono totale del Figlio per la redenzione del mondo”. Richiamando quindi la “fedeltà” di Mattia a Cristo, il Pontefice ha concluso che “anche se nella Chiesa non mancano cristiani indegni e traditori, spetta a ciascuno di noi controbilanciare il male da essi compiuto con la nostra limpida testimonianza”.” “