VERONA 2006: VOCI DI CONVEGNISTI, “UN LINGUAGGIO STRANIERO”

“Per le nuove generazioni, anche cristiane e praticanti, noi stiamo parlando un linguaggio straniero”. Lo ha affermato stamattina il vescovo di Bergamo mons. Amadei, nella sessione di lavoro dell’ambito della Tradizione del Convegno ecclesiale di Verona. Il vescovo di Bergamo ha sottolineato che “il presupposto da cui dobbiamo partire nel parlare sul tema della Tradizione è che c’è stata una profonda interruzione nella storia dell’umanità e questa interruzione la si vede chiaramente nelle nuove generazioni. C’è un uomo nuovo, appiattito solo sul presente”. Ed ha aggiunto: “Se non teniamo presente questo presupposto noi presentiamo gesti religiosi ma non trasmettiamo il messaggio. Si tratta, insomma, di intuire, guardando le nuove generazioni, cosa dice oggi lo Spirito Santo. Altrimenti prima di abituarli all’Eucaristia, li stanchiamo dell’Eucaristia”. Amadei ha proseguito: “Le nostre comunità non predicano tanto con il catechismo o con le prediche, bensì con le scelte che fanno, nella liturgia, nell’attenzione ai poveri, nel mettersi in rapporto con le famiglie”. Ed ha concluso: “Se non ci rendiamo conto che tra noi e i ragazzi c’è un abisso, non concluderemo niente”.