VERONA 2006: CITTADINANZA; DIOTALLEVI, "DISCERNIMENTO PIÙ CORAGGIOSO E SERENO" (2)

Giocando un ruolo "attivo" per la città, "propositivo e critico, anche sulla base di quel concreto tessuto di valori e di comportamenti che la Chiesa genera ed è", la comunità dei fedeli, secondo Diotallevi, è chiamata ad interrogarsi sulla qualità della propria vita ecclesiale. "dobbiamo interrogarci su quanto le nostre comunità ecclesiali reali siano luogo di accoglienza non paternalistica di bambini ed anziani, stranieri e diversamente credenti e chiederci quanto queste Chiese reali ed i loro cristiani siano partner attivi e non occasionali di queste persone in cerca di una nuova ed adeguata cittadinanza". "Ma se vogliamo fare un serio esame di coscienza guardando in faccia le mancanze più ricorrenti e profonde – ha proseguito il sociologo – credo che il punto da cui partire sia costituito ancora dalla condizione delle donne nelle Chiese che sono in Italia, ad un livello molto più essenziale di quello che riguarda compiti e mansioni". (segue)