VERONA 2006: IL RABBINO LARAS, "PRIGIONIERI DELLA SPERANZA" (2)

Dall’appuntamento di Verona, Laras è convinto che "nascerà un impulso rinnovato di energia per ritrovare l’unità per affrontare le grandi tematiche dell’esistenza, la guerra, la vita, la morte. Energia, che purtroppo, tendenzialmente, viene meno con il passare del tempo". La speranza, aggiunge, "è sicuramente presente alla base del dialogo interreligioso che oggi esiste, anche se si svolge in maniera non uniforme e non sempre con l’auspicato slancio. Comunque, si sta andando avanti e quindi c’è la speranza che porti a risultati comuni". Per il rabbino, "non bisogna aspettarsi risultati immediati, ma bisogna avere fiducia che quel poco che facciamo insieme non vada perduto e su quel poco che abbiamo costruito insieme, domani potranno ulteriormente costruire gli altri". Segni di speranza, per Laras, "la disponibilità a parlare insieme, a confrontarci e a collaborare, anche se non è tutto roseo lo sfondo; ma vedo più elementi positivi che negativi. E noi siamo positivi per definizione perché sia ebrei sia cristiani credono nell’avvento messianico e, quindi, in un futuro migliore".