In politica, bisogna "fare i conti con il bipolarismo uscendo dalle nostalgie per costruire una nuova e plurale presenza dei cattolici nell’impegno politico". Lo ha detto Savino Pezzottta, presidente della Fondazione "Ezio Tarantelli", intervenendo oggi al Convegno di Verona. "L’unità dei cristiani ha ammonito il relatore non si realizza in politica, ma nell’essere Chiesa e nel vivere il rapporto con i vescovi, i presbiteri, i religiosi e le religiose e con la comunità cristiana in forte e profonda comunione". Una "logica", questa, che "obbliga i cattolici a fare i conti con il bipolarismo e a scegliere, in libertà, di militare ed impegnarsi in uno o nell’altro schieramento, avendo chiaro che, sempre più, l’agire e la decisione politica saranno posti di fronte a valori indisponibili e a temi eticamente sensibili". Quelli elencati, per Pezzotta, "sono compiti che toccano la responsabilità dei laici cristiani", cui spetta l’"autonomia di decidere le forme e i modi dello stare in politica". La comunità cristiana, da parte sua ha concluso il relatore – "è chiamata a creare i luoghi del discernimento e dell’educazione all’impegno sociale e politico".