"Dalla nostra partecipazione a questo convegno deve scaturire anche una maggiore presenza all’interno delle comunità ecclesiali locali". A poche ore dall’inizio ufficiale del IV convegno ecclesiale nazionale della Chiesa italiana, a Verona (fino al 20 ottobre), i 30 rappresentanti degli immigrati cattolici presenti ai lavori esprimono così il loro auspicio. "Come cattolici da altri Paesi dice al SIR Elisabetta Ildiko Dare, dall’Ungheria, abbiamo bisogno di maggiore contatto spirituale e in qualche caso anche di maggiore apertura. Il tema della speranza riproposto dal Convegno ci ricorda che solo in Cristo possiamo trovare il superamento delle differenze e fare di queste ricchezza per tutta la Chiesa italiana". "Condividere il cammino di fede può aiutare a qualificare la nostra presenza fa eco Feliciano Henriques Saba, dalla Guinea Bissau siamo parte di una Chiesa universale, ed è questa universalità che vogliamo costruire a partire dalle nostre comunità. Condivisione materiale e spirituale sono le chiavi per dare speranza al mondo". "Verona rappresenta un momento di ripartenza per la Chiesa italiana di cui noi sentiamo di far parte afferma Cesar Beltran Felizzola, colombiano -. Vogliamo dare il nostro contributo anche intellettuale. Tra gli immigrati ci sono tante potenzialità e capacità sia sul piano lavorativo che culturale che le Chiese locali devono conoscere".