Il 16 ottobre è divenuto una data "simbolo": "Non possiamo non ricordare – si legge in un messaggio diffuso dal presule e dalle due commissioni diocesane, in occasione – anche in questa occasione, la spontanea e sana rivoluzione dei ragazzi di Locri che hanno rappresentato il risveglio della Speranza; le opere e le imprese delle cooperative e delle associazioni cattoliche per testimoniare la speranza con progetti concreti di cambiamento; l’impegno assunto come cittadini onesti a collaborare per una società civile libera da soprusi, violenze, limitazioni dei diritti più elementari; la necessità di essere cittadini attivi pronti a costruire insieme percorsi di cambiamento e di partecipazione”. La diocesi lancia, quindi, un appello a "non lasciare soli" quanti subiscono la violenza e "la tracotanza di pochi"; "non permettiamo che rimangano senza risposte i tanti delitti di mafia perpetrati nella nostra terra; non consentiamo che la mafia e il malaffare regnino incontrastati". “Ancora una volta – conclude il messaggio – diciamo il nostro sì convinto alla vita, apriamo il nostro cuore alla Speranza, dobbiamo reagire, operando precise scelte coraggiose".