” ““Creare nuove forme di solidarietà, a livello bilaterale e multilaterale, tramite un più decisivo impegno da parte di tutti”, a partire dalla “piena convinzione che il benessere dei popoli dell’Africa è una condizione indispensabile per il raggiungimento del bene comune”. E’ l’invito rivolto da mons. Celestino Migliore, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, durante la seduta plenaria della 61ma Assemblea generale dell’Onu, svoltasi ieri a New York. L’esponente vaticano ha chiesto, in particolare, “una nuova politica nell’area della cooperazione internazionale”, che superi la “lentezza” nell’onorare gli impegni assunti con gli Obiettivi del Millennio (Mdg) e “l’ancora in parte irrisolta questione del debito estero”. “Oggi più che mai ha affermato mons. Migliore una condizione decisiva per portare la pace nel mondo è la consapevolezza dell’interdipendenza tra Paesi ricchi e e Paesi poveri, in modo che lo sviluppo venga compreso come un compito comune a tutti; altrimenti, potrebbe innescarsi un processo di regressione perfino nelle zone finora segnate dal progresso”. Tra i doveri della solidarietà internazionale, l0esponente della Santa Sede ha segnalato anche “l’importanza di proteggere l’ambiente naturale come mezzo per “la creazione e la salvaguardia delle ricchezze della terra per le future generazioni”.