Si è conclusa, ieri, la 4ª edizione della Biennale di teatro e psichiatria di Padova, con l’attribuzione all’unanimità del premio per l’arte a "Il verbo degli invisibili", la performance teatrale frutto del laboratorio di riabilitazione psico-sociale del progetto "Vi.To. Accoglienza e cura delle vittime di tortura". Motivazione del premio "la ricchezza delle invenzioni drammaturgiche e registiche, che sanno valorizzare ed esaltare i talenti, a volte naturali, degli attori, ed evocare, pur con una scenografia essenziale, le situazioni più disparate; per gli accenti di verità con cui i riferimenti letterari si incarnano nella realtà autobiografica del gruppo". Protagonisti della rappresentazione, esuli provenienti da cinque diversi Paesi. Infatti, il progetto "Vi.To.", gestito dal Cir (Consiglio italiano per i rifugiati) dal 1996 e cofinanziato dalla Commissione europea e dal Fondo volontario dell’Onu per le vittime di tortura, è rivolto a richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a traumi estremi e si avvale di una équipe multidisciplinare che si prende carico della persona da un punto di vista medico, psicologico, sociale e legale. Aspetto qualificante del progetto è la promozione di laboratori pensati come percorsi di riabilitazione psico-sociale, dopo la tortura.