VERONA 2006: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

Trasversale al programma, intenso e nutrito, del Convegno ecclesiale di Verona c’è quello che si può definire l’ordine del giorno. Lo possiamo riassumere in due punti. Come la Chiesa in Italia si compagnia, si configura, per potere essere sempre meglio fedele alla sua missione di evangelizzazione? E poi: come i cattolici possono sempre meglio interloquire nel dibattito pubblico e nella società italiana, alle prese con scelte cruciali, per non fare mancare una voce per l’uomo, per la persona e la sua centralità nel processo di civilizzazione? Verona è un grande appuntamento ecclesiale e, dunque, un grande appuntamento civile. Il convenire di quasi tremila persone, rappresentanti a vario titolo di diocesi, movimenti, associazioni, della straordinaria soggettività che fa ricca la Chiesa in Italia è, dunque, di per sé un evento e in qualche modo anche un esempio. È un modo unico nel suo genere per fare "discernimento", cioè per capire e, nello stesso tempo, scegliere per l’impegno, andando alla radice della fede e di quel Gesù Cristo che è al centro: "Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo". Già questa esperienza è un importante fatto civile. C’è bisogno, c’è tanto bisogno in Italia, oggi più che mai, di occasioni di conforto e di dibattito civile. Di fronte a una politica tanto strillata quanto modesta, di fronte ai limiti così evidenti di un "pensiero unico" sulla globalizzazione, come pure delle nuove ideologie della secolarizzazione nichilista, in Italia c’è tanto bisogno di fare discernimento. I cattolici, a Verona, possono offrire così, proprio e solo in spirito di servizio, senza alcuna mira né velleità politica immediata, un’occasione per istruire un dibattito pubblico. Per poi farlo germogliare e zampillare.
Il Convegno infatti è costruito su cinque ambiti, cioè sulla concretezza della vita in cinque luoghi essenziali, in cui si incontrano le domande, ma anche si coagulano le energie. I due punti all’ordine del giorno di Verona dunque passano attraverso i cinque ambiti (tradizione, fragilità, lavoro e festa, cittadinanza, vita affettiva, significa), per arrivare ad articolare proposte e percorsi di azione pastorale, di operosità e di confronto civile e, dunque, politico.
Verona è, da un lato, il punto di arrivo di un cammino disegnato a Palermo e sviluppato intorno al progetto culturale, l’impegno cioè delineato a Loreto, sulla base di un’analisi che risale al primo Convegno ecclesiale di Roma, trent’anni fa, di una Chiesa radicata nella vita sociale del Paese e capace di interloquire. Dall’altro è un punto di partenza, perché,con amore e con gioia, due delle parole chiave del pontificato di Benedetto XVI, si possano scrivere pagine nuove.