SCIENZA E FEDE: GALVAN (UNIVERSITÀ SANTA CROCE), LA "TECNOETICA" E I SUOI "PARADOSSI"

La "tecnoetica" tende al "superamento dell’etica", o meglio a sostituire la "tecnica dell’etica" all’"etica della tecnica". Il grido di allarme è venuto da mons. José Maria Galvàn, docente di teologia dogmatica alla Pontificia Università della Santa Croce, che ha tenuto oggi la lezione magistrale di apertura dell’anno accademico 2006-2007 del citato ateneo pontificio. Il "grande paradosso antropologico" del ventesimo secolo, per il relatore, consiste nel "simultaneo amore e odio verso la tecnica. Il paradigma della tecnoscienza dominante nel secolo scorso non lascia spazio alla persona" e identifica come "speranza dell’umanità" la "tecnocrazia globale". Oggi, è il commento di Galvàn, "la tecnica ha vinto, ma non ha convinto: la gente, anche se ormai non è più disposta a rinunciarci, ha ancora paura della tecnica, ormai presente anche nelle minime manifestazioni dell’essere dell’uomo". "Crisi antropologica, crisi ecologica, più ingiusta distribuzione dei beni di consumo a livello planetario, incremento del ‘gap’ tra Paesi ricchi e poveri": questi, secondo il relatore, alcuni "risultati non attesi" che hanno portato al "rifiuto contemporaneo della tecnica, in cui tante speranze erano poste".