"L’Europa è malata di sclerocardia" e "il compito della Chiesa è quello di contrastare questa malattia": così l’arcivescovo di Mosca Tadeusz Kondrusiewicz, durante l’omelia tenuta ieri 8 ottobre nella chiesa di Santa Caterina a San Pietroburgo a conclusione dell’assemblea plenaria del Ccee. "L’Europa è malata ha affermato mons. Kondrusiewicz – la diagnosi è la sclerocardia, la durezza di cuore rispetto alle leggi morali. Il mondo contemporaneo è malato di sclerosi spirituale e il compito della Chiesa è quello di contrastare la malattia, al che può essere d’aiuto un sano istituto della famiglia, come bene indispensabile e fondamento della società". "La Chiesa come communio ha aggiunto il presule – è un’istituzione divino-umana, una famiglia che riunisce tutti i popoli. Le Chiese cattoliche di molti paesi dell’ex-Urss, che non fanno parte dell’Ue, sono tuttavia riunite nella struttura del Ccee, il che appare un segno di solidarietà". Per l’arcivescovo, "l’Europa non finisce ai confini dell’Ue, ma si protende fino agli Urali" e "noi siamo insieme responsabili per i suoi destini. Essa avrà una prospettiva quando rinuncerà alla sclerocardia e costruirà il suo futuro attenendosi alla legge divina, anzitutto preoccupandosi della famiglia e della difesa della vita. Che la famiglia diventi una scuola di umanizzazione dell’uomo, come richiama Benedetto XVI".