Durante l’Assemblea plenaria Ccee che si è chiusa ieri 8 ottobre a San Pietroburgo "si è discusso di temi importanti non solo per i cristiani, ma anche per le istituzioni civili e le persone di buona volontà del continente". È quanto ha scritto il presidente uscente del Ccee, mons. Amédée Grab, in un messaggio augurale inviato al presidente russo Vladimir Putin, in occasione del suo 54° compleanno il 7 ottobre. "Seguendo gli inviti di Papa Benedetto XVI e del Patriarca Alessio II, abbiamo appreso con molto interesse la situazione religiosa della Russia e la posizione della Chiesa cattolica, e abbiamo ascoltato i rappresentanti delle Chiese ortodossa e luterana, e quelli del potere legislativo ed esecutivo di San Pietroburgo", si legge ancora nella missiva di mons. Grab. Per il presule, "l’aspirazione dei poteri dello Stato russo a consolidare eguali relazioni tra le diverse denominazioni, a procedere a trasformazioni democratiche nel Paese e a prestare attenzione ai bisogni dei fedeli, consente di valorizzare l’influenza dei leader spirituali sulla società russa in vista del bene comune". Di qui, a Putin, "che ha la responsabilità dello sviluppo spirituale della nazione", l’augurio di tutti i vescovi europei "per i suoi progetti e la sua attività".