"Al fondo di questo strumento di analisi c’è la volontà di verificare il funzionamento dei sistemi giudiziari nei paesi europei", che sono una delle "garanzie per il buon funzionamento della democrazia e presidio dello Stato di diritto". Guy De Vell, direttore generale del servizio affari giuridici del Consiglio d’Europa, commenta il "Rapporto sulla valutazione dei sistemi giudiziari europei", varato ieri dalla Cepej (Commission européenne pour l’efficacité de la justice), organismo promosso dalla Organizzazione internazionale con sede a Strasburgo. Il documento "analizza le strutture, i mezzi, i bilanci, la dotazione di personale" impiegati in 45 Stati del vecchio continente sul versante della giustizia, nonché "il funzionamento e la durata dei processi"; suggerisce, poi, "una serie di possibili correttivi, anche alla luce degli strumenti giuridici promossi dal Consiglio d’Europa". "La raccolta e l’analisi di questi dati si legge nell’introduzione del documento – dovrebbero consentire a coloro che godono del potere decisionale e alla comunità giudiziaria di capire le principali tendenze dell’organizzazione giudiziaria, d’individuare le difficoltà e di contribuire all’attuazione di riforme che consentano il miglioramento dell’efficacia della giustizia". (segue)