ECUMENISMO: I TRE FILM PREMIATI AL "PRIX FAREL"

La testimonianza di un gesuita italiano che ha fondato una comunità cristiana in un monastero nel cuore dell’islam, nel deserto siriano; l’esperienza di una famiglia fiamminga con due figlie disabili; la “terapia” della fede proposta (o obbligata?) dagli evangelici “made in Usa” nel carcere modello dei condannati a vita (e a morte): sono i temi dei tre film premiati oggi pomeriggio, nelle rispettive categorie (cortometraggi, formato medio, lungometraggi) alla cerimonia finale della 21a edizione del Prix Farel, che si è svolta dal 2 al 4 ottobre a Neuchatel, in Svizzera. Il festival, a cadenza biennale, si caratterizza per la presenza di documentari e servizi televisivi a sfondo religioso ed ecumenico, andati in onda nelle tv private e pubbliche negli ultimi due anni. La giuria ecumenica, composta da rappresentanti cattolici e protestanti di diversi Paesi europei, ha scelto tra 30 titoli il cortometraggio “Un monastero nel cuore dell’islam” per “il valore dell’esperienza di dialogo con l’islam attraverso l’ascolto e la testimonianza”. Una menzione speciale è stata attribuita al corto della tv svizzera italiana “Adriana Zarri eremita in Piemonte”, per “l’autenticità della vita e del pensiero critico dell’anziana teologa italiana e per la sua visione profonda dei grandi problemi esistenziali e di fede”. (segue)