BOLOGNA: CONGRESSO EUCARISTICO; CARD. CAFFARRA, "ESSERE COMUNITÀ UNITA IN SÉ ED APERTA AD OGNI DIVERSITÀ"

"Essere comunità unita in sé ed aperta ad ogni diversità". È questa "l’anima ed il destino" di Bologna, secondo il suo arcivescovo, card. Carlo Caffara, che ha aperto questo pomeriggio, festa di S. Petronio (patrono della città), il Congresso eucaristico diocesano. "non compete al vescovo proporre programmi politici e/o sociali di cui pure ogni città necessita", ha precisato il presule, secondo il quale "la netta distinzione fra la fede e la sfera pubblica è un guadagno definitivamente acquisito e da difendere contro ogni forma di laicismo e di fondamentalismo". Tuttavia, per Caffarra "abbiamo il dovere di chiederci di che cosa oggi Bologna ha bisogno", ancora di più dopo "i fatti delittuosi di cui siamo stati testimoni nelle scorse settimane che hanno deturpato soprattutto la dignità della donna". "Ciò di cui ha bisogno oggi chi vive in questa città – ha affermato il porporato – è di ricostruire una coesione intima con l’altro, uscendo da quel processo di desocializzazione che ci rende indifferenti quando non ostili gli uni agli altri". Una "crisi", questa, che per Caffarra "non potrà essere risolta che mediante un radicamento nuovo, più profondo, più organico della nostra comunità in quella tradizione di umanesimo cristiano che ha fatto di Bologna maestra di vera civiltà" (segue).