"Il fatto che abbia usufruito dell’indulto non significa che sia tornato in libertà, come si potrebbe credere. Quanto si vede e si legge nei vari organi di informazione disorienta la gente che naturalmente resta indignata e sconcertata soprattutto quando, come in questo caso, tornano alla mente delitti efferati contro due piccoli". Claudio Messina, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia (Cnvg), organismo che raduna le associazioni che operano nel campo della tutela dei diritti, della giustizia e delle carceri, interviene così nel dibattito nato intorno alla concessione dell’indulto a Luigi Chiatti, noto come il ‘Mostro di Foligno, che tra il 1992 e 1993 uccise due bambini di 4 e 13 anni. "Se fossi il padre di una delle vittime afferma al Sir – reagirei con lo stesso sconcerto. E’ comprensibile l’indignazione ma l’indulto è una legge che va applicata a chi ne ha diritto”. Ieri sera al Tg2 il padre di uno dei bimbi uccisi da Chiatti ha dato prova di altissima dignità, consapevole della necessità di assistere l’assassino che egli, peraltro, aveva perdonato.” “Ricorda Messina: "A Chiatti è stata riconosciuta la pericolosità sociale e la seminfermità mentale. Questo vuol dire che deve essere curato in strutture adeguate e sottoposto a misure di sicurezza da parte della magistratura di sorveglianza”.” “