“Far uscire gli italiani all’estero dall’anonimato, scongiurare un’imperdonabile perdita di memoria e fare perno su di essi per accreditare nel mondo un’immagine più vera del nostro Paese”: così mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei spiega il senso del I Rapporto Italiani nel mondo 2006″ presentato oggi a Roma. Nel mondo – secondo il rapporto – sono oltre tre milioni i cittadini italiani e decine di milioni i discendenti dei nostri connazionali emigrati: è questa “una specificità dell’Italia rispetto ai grandi paesi industrializzati”.” “Da 20 anni non si pubblicava un rapporto statistico sulla nostra emigrazione: gli ultimi dati si riferivano agli anni 1985-1987 e una tale mancanza "ha reso più difficile la comprensione dei problemi, accrescendo il rischio di perdere la memoria di quest’Italia fuori dell’Italia”. Così si è cercato di dare “una risposta positiva al senso di appartenenza degli emigrati e di risvegliare un maggiore interesse nella società italiana, di cui essi sono cittadini a pieno titolo dopo avere eletto i propri parlamentari”. Dal rapporto emerge che nell’emigrazione italiana esistono storie di povertà ma anche di successo come i 359 parlamentari eletti nei Paesi esteri, i tanti professionisti e imprenditori come i ristoratori in Argentina (25.000), i calzaturieri in Venezuela, i gelatai in Germania.” ” ” “