INDONESIA: NEGATE AI TRE CATTOLICI FUCILATI LA MESSA E LA CAMERA ARDENTE. DISORDINI NEL PAESE

"Siamo innocenti. Si tratta di un complotto politico per coprire i nomi, che abbiamo denunciato come i reali colpevoli delle violenze di cui accusano. Per anni abbiamo cercato di svelare la verità, ma ci hanno messo a tacere”. Sono queste le ultime dichiarazioni pubbliche rese da Fabianus Tibo, Marinus Riwu e Dominggus da Silva, i tre cattolici indonesiani fucilati la notte scorsa poiché ritenuti colpevoli della morte di fedeli musulmani durante gli scontri interreligiosi di Poso nel 2000. A rivelarlo è l’agenzia Asianews che rende noto anche che l’Ufficio del Procuratore di Palu ha negato ai tre di ricevere "l’assistenza spirituale" di p. Jimmy Tumbelaka il sacerdote che li aveva seguiti nel carcere Petobo. Vietato l’allestimento della camera ardente nella cattedrale St. Mary di Palu, come richiesto dai tre e negato anche il loro diritto a partecipare ad un’ultima messa. Alla notizia della morte sono scoppiati disordini a Atambua, a Timor ovest, e nell’isola di Sulawesi. Ad Atambua, nella provincia orientale di East Nusa Tenggara, a maggioranza cristiana, centinaia di manifestanti hanno assaltato gli uffici del procuratore generale, facendo irruzione nel carcere liberando circa 200 detenuti. Dolore è stato espresso dalla Santa Sede e dalle associazioni che avevano lottato per la liberazione dei tre cattolici, Comunità di sant’Egidio e Opera don Orione.