"Noi possiamo solo lavorare per il bene e per la pace, adoperandoci per l’avvento del Regno nel quale il perdono avrà il sopravvento sulle forze dell’egoismo, dell’odio e sulla sete di potere": così scriveva suor Leonella Sgorbati, la missionaria della Consolata uccisa domenica scorsa in Somalia, in una lettera di auguri inviata al Centro missionario della diocesi di Piacenza-Bobbio (dove era nata) nel Natale del ’96. Parole che rievocano quelle di "perdono" per gli assassini pronunciate poco prima di morire. In queste lettere, rese note dal settimanale diocesano "Il nuovo giornale" di Piacenza, suor Leonella confidava la sua difficoltà a stare lontano dalla missione e dal lavoro in ospedale quando le chiesero di essere responsabile delle case della Congregazione sparse in Africa: "Mi sento quasi confinata in ufficio", aggiungendo poi: "Ma anche questo è un servizio alla comunità per il Vangelo". In Kenya dal 1979, suor Leonella tornava poche volte in Italia: "Un po’ per gli impegni un po’ per mia scelta spiega in una lettera -. Ma vi assicuro che non sono selvatica…solo che oramai sono un po’ africana". I funerali si svolgeranno giovedì a Nairobi, presso la "Consolata Strine" e suor Leonella sarà sepolta nel cimitero di Nazareth, una ventina di chilometri dalla capitale keniota. ” ” ” “